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Fame emotiva: perché mangio anche quando non ho fame e come riconoscerla

Isabella Petti ·

Fame emotiva: perché mangio anche quando non ho fame e come riconoscerla

Capita di cercare cibo anche dopo cena, soprattutto quando si è stanchi o stressati? Scopri cosa si nasconde dietro la fame emotiva e come riconoscere i propri bisogni per un rapporto più consapevole con il cibo.

Hai presente quelle sere in cui finalmente tutti hanno finito di chiederti qualcosa?

Hai preparato la cena, sistemato la cucina, magari avviato una lavatrice e pensato a quello che ti aspetta domani. Finalmente ti siedi sul divano, è il tuo momento.

Poi, quasi senza pensarci, ti alzi e vai in cucina.

Apri un pensile, guardi nella dispensa, cerchi qualcosa di buono. Magari prendi un biscotto, poi un altro, oppure quel cioccolato che durante il giorno eri riuscita a lasciare tranquillamente dov'era.

Ad un certo punto arriva il pensiero: «Ma perché sto mangiando? Ho appena cenato!»

Forse ti dici anche che domani dovrai controllarti di più, che ti manca la forza di volontà, che ogni volta finisce nello stesso modo.

E se, invece di rimproverarti, provassi a capire che cosa sta succedendo?

A volte, dietro questi momenti, può esserci la fame emotiva, chiamata anche fame nervosa. Riconoscerla può aiutarti a comprendere meglio il tuo rapporto con il cibo e, soprattutto, con i tuoi bisogni.

Fame emotiva o fame fisica: come capire cosa stai provando?

Durante il giorno sei talmente abituata a occuparti di tutto che forse hai imparato anche a mettere da parte i segnali del tuo corpo: mangi quando trovi il tempo, fai una pausa quando puoi e spesso ti accorgi di essere stanca soltanto quando finalmente ti fermi.

La fame fisica è il modo in cui il corpo ti comunica che ha bisogno di nutrimento. Può farsi sentire gradualmente, attraverso sensazioni allo stomaco, un calo di energia o il desiderio di mangiare.

La fame emotiva, invece, può comparire quando stai vivendo un'emozione difficile oppure quando cerchi piacere, conforto o distrazione.

Magari hai avuto una discussione con tuo marito, oppure al lavoro hai ingoiato l'ennesima risposta che avresti voluto dare, o forse è stata semplicemente una giornata interminabile e adesso desideri qualcosa soltanto per te.

Ricorda, però, che fame fisica ed emozioni possono convivere: anche dopo cena potresti avere realmente bisogno di mangiare, soprattutto se durante il giorno hai mangiato poco.

La differenza comincia a diventare più chiara quando impari ad ascoltarti.

Perché la fame nervosa arriva proprio la sera?

C'è una cosa sulla quale vorrei invitarti a riflettere: quante volte durante la giornata ti chiedi davvero come stai?

Forse sei bravissima a ricordarti gli impegni di tutti, a organizzare, a risolvere problemi, a trovare una soluzione quando qualcosa va storto.

Ma quando arriva il momento di occuparti di te, spesso le energie sono finite.

E allora quel cioccolato sul divano diventa qualcosa di più di un semplice dolce, è una piccola gratificazione, una pausa piacevole, qualcosa che finalmente scegli per te.

Il cibo offre conforto, ed è naturale che sia anche fonte di piacere, ma la difficoltà nasce quando ti ritrovi a cercarlo automaticamente ogni volta che sei stanca, nervosa o sopraffatta, anche se avresti bisogno di qualcos'altro: di riposarti senza sentirti in colpa, di avere mezz'ora tutta tua, oppure di sentirti ascoltata, invece di dover essere sempre quella che ascolta gli altri.

Come riconoscere la fame emotiva senza giudicarti

La prossima volta che ti ritrovi davanti alla dispensa, prova a fare una cosa diversa.

Concediti qualche istante prima di agire e chiediti:

«Ho fame oppure sto cercando qualcosa che mi faccia stare meglio?»

Ascolta quello che senti, senza pretendere di trovare subito una risposta.

Poi prova a domandarti:

«Com'è andata davvero la mia giornata?»

Forse ti accorgerai di aver saltato una merenda e di avere ancora fame, oppure riconoscerai una stanchezza che hai ignorato per ore, una preoccupazione o il desiderio di concederti finalmente qualcosa di piacevole.

E infine:

«Di che cosa avrei bisogno, oltre al cibo?»

Potresti scoprire che desideri un momento di tranquillità, una telefonata con un'amica, una doccia calda o semplicemente il permesso di fermarti senza dare spiegazioni.

Puoi anche scegliere di mangiare ciò che desideri, il punto è iniziare a farlo con maggiore libertà e consapevolezza, anziché seguire sempre lo stesso automatismo.

Mindful eating: ritrovare il piacere di mangiare con consapevolezza

La mindful eating, o alimentazione consapevole, ci invita proprio a essere più presenti mentre mangiamo, prestando attenzione alle sensazioni del corpo, ai pensieri e alle emozioni.

Stasera, se avrai voglia di un pezzetto di cioccolato, prova a concedertelo sedendoti comodamente, invece di mangiarlo in piedi davanti alla dispensa.

Osservane il profumo, lascia che si sciolga lentamente in bocca, assaporalo davvero.

Nota che cosa provi e se il desiderio cambia mentre mangi.

È un piccolo esperimento di ascolto, senza risultati da raggiungere e senza giudizi da dare.

Fame emotiva: imparare ad ascoltarsi è il primo passo

Forse per tanto tempo hai pensato che, per migliorare il tuo rapporto con il cibo, dovessi semplicemente imparare a controllarti di più.

Eppure, a volte, ciò che può aiutarti è proprio il contrario: iniziare ad ascoltarti con maggiore attenzione.

La prossima volta che cercherai qualcosa da mangiare anche senza una fame evidente, prova a ricordarti che quel gesto può raccontarti qualcosa della tua giornata, delle tue emozioni e dei tuoi bisogni.

Prova a chiederti: «Oggi mi sono presa cura di tutti. Ma di che cosa avrei bisogno io, adesso?»

Ti accorgerai che da qui nascerà un modo nuovo, più gentile e consapevole, di prenderti cura di te stessa.

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